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Doping

Effetti avversi delle sostanze dopanti sull’organismo degli individui

Nel mondo sportivo purtroppo si sente parlare del fenomeno doping.

Ecco un articolo tratto dal sito della NadoItalia sugli effetti delle sostanze dopanti.

L’informazione corretta è il primo passo necessario per la prevenzione del fenomeno.

principi attivi dei farmaci sono sostanze esogene naturali o sintetiche, capaci di indurre modificazioni funzionali in un organismo vivente. Tali sostanze possono avere un effetto terapeutico, se finalizzate alla cura di una patologia, possono essere impiegati in indagini diagnostiche, oppure avere un effetto tossico se la modificazione indotta è dannosa per l’organismo. L’effetto nocivo si può manifestare se il farmaco è utilizzato in un soggetto sano, se non è tollerato, oppure se la dose somministrata è superiore alla dose terapeutica. 

Le sostanze dopanti sono comprese nella “Lista delle sostanze e dei metodi proibiti” adottata dalla World Anti-Doping Agency, WADA (The Prohibited List | World Anti Doping Agency (wada-ama.org)

Le differenti sostanze appartenenti alle singole classi possono causare effetti avversi.

Nella tabella riportata qui sotto vengono indicati quelli più significativi.

CLASSI DI SOSTANZEEFFETTI AVVERSI
S0. Sostanze non autorizzate al commercio oppure all’uso terapeutico umano; 
S1. Agenti anabolizzanti (ad es. testosterone, nandrolone); S1. Ginecomastia, atrofia testicolare, impotenza, sterilità (negli uomini); irsutismo, irregolarità nel ciclo mestruale, riduzione dei seni, alterazione della voce (nelle donne); rallentamento dell’accrescimento (in età puberale), tremore, aggressività, irritabilità, danni epatici e cardiovascolari;
S2. Ormoni peptidici (ad es. eritropoietina); S2. Eritropoietina: aumento dei globuli rossi e viscosità del sangue, trombosi, embolismo, disfunzione cardiaca;
S3. β2-agonisti (ad es. salbutamolo, fenoterolo); S3. Tremore, aritmia, insonnia; 
S4. Ormoni e modulatori ormonali (ad es. insulina); S4. Insulina: crisi ipoglicemiche, irrequietezza, vomito, coma e morte;
S5. Diuretici e agenti mascheranti (ad es. furosemide); S5. Ipotensione, disidratazione, danni renali; 
S6. Stimolanti (ad es. amfetamine, efedrina); S6. Aritmia, infarto del miocardio, allucinazioni, ictus;
S7. Narcotici (ad es. morfina, ossicodone); S7. Depressione respiratoria, alterazione dell’umore, assuefazione;
S8. Cannabinoidi (ad es. cannabis); S8. Depersonalizzazione, deficit di memoria, riduzione della produzione di testosterone;

S9. Glucocorticosteroidi (ad es. betametasone, triamcinolone); P1. β-bloccanti (ad es. nebivololo, timololo). 
S9. Ipertensione, iperglicemia, ulcera peptica; P1. Ipotensione, scompenso cardiaco acuto.

Se sei un atleta e vuoi saperne di più consulta il sito dell’Organizzazione nazionale antidoping https://www.nadoitalia.it/it/

Bibliografia:

  • Baraldo, M., Licata, S. (2016). Doping e Sport: Un rischio per tutti (1th ed.). Forum Edizioni.
  • Mottram, D. R. (2005). Farmaci e Sport (4th ed.). Londra: CEA. 
  • Riccardi, C., Rossi, F., Cuomo, V. (2005). Farmacologia. Principi di base e applicazioni terapeutiche (1th ed.). Torino: Minerva Medica.

Per un inquadramento generale sul tema Sostanze dopanti e dipendenze giovanili si legga l’omonimo articolo di Marcello Presilia.

ALESSI DI GIANFRANCESCO www.nadoitalia.it

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